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giovedì 17 maggio 2012

Remake FF7? Abbiamo altre priorità


Siamo arrivati al culmine del ridicolo.
In un’intervista a Tetsuya Nomura in occasione dei 15 anni di uno dei videogiochi più famosi di sempre, egli dichiara di essere consapevole del grande desiderio dei fan della saga, il remake di FF7, ma la sua (e non solo sua) attenzione è rivolta altrove. Dichiara infatti che più che voler intraprendere l’avventura del remake, gli piacerebbe proporre un gioco di egual valore a quelli passati, se non addirittura maggiore, proponendo qualcosa di innovativo ed altrettanto incisivo.
Diciamo che il pensiero di fondo è lodevole: non si può vivere sempre nel passato. È il resto che è totalmente insensato. Da quando, lo staff di FF, ha iniziato a pensarla così? No perché fino all’altro giorno hanno creato remake di un sacco di capitoli precedenti, oltre a spammare prodotti satellite di FF7 come se niente fosse, convinti che i fan pensassero “Wow figo, c’è scritto FF7, dev’essere per forza bello”. Evidentemente così non è stato. Chiariamo, non voglio entrare nel merito dei prodotti, che siano belli o non belli, sto facendo tutt’altro discorso, un discorso di coerenza.
Non posso dire di non capire il pensiero portante di questa presa di decisione. Immaginiamo, per esempio, di essere degli artisti (scrittori, cantanti, registi o quant’altro). Creiamo un’opera superlativa, vendiamo, appassioniamo milioni di persone, otteniamo un successo ed una fama con pochi eguali (anche dopo diversi tentativi, certamente). Inizialmente possiamo crogiolarci nel successo, ma poi per forza di cose si arriva ad un bivio: finisco qui o continuo? Ecco che se si sceglie di continuare, si agisce con un intento: raggiungere di nuovo quel successo (anzi, superarlo). Voglio sperare che nessuno continui con l’idea che comunque vada sarà peggio di prima; una sana e razionale costatazione del valore inarrivabile dell’opera precedente può avere senso, e quindi impostare il lavoro successivo non con lo scopo di eguagliare il successo antecedente ma quanto meno di realizzare qualcosa di bello. Tuttavia, le dichiarazioni di Nomura non coincidono con questo pensiero: sta cercando di andare più in là.
Ma scusa, dove vuoi arrivare? Tralasciamo i due capitoli online, l’11 ed il 14. Dopo il 10, se avessero deciso di smettere, avrebbero fatto centro: terminare con un numero tondo e con un gioco dal valore inestimabile, di sicuro fra i più belli della saga. Ma no. Facciamo l’11 e, e, e, nel frattempo pensiamo al 12. Ok allora, il 12 dev’essere figo, raggiungere i livelli del 7 e degli altri a seguire; allora uhm, mettiamo una guerra, che fa ganzo. Poi dai, un personaggio che fa il figo, anzi che dice di essere figo, quindi lo è per forza. Però non basta, ci vuole qualcosa di forte per eguagliare i giochi precedenti. Uhm uhm, quali erano i punti di forza? Uhm, trama, gameplay, musiche, personaggi… ok, allora prendiamo spunto e: facciamo in modo che le ore di gioco per la trama siano una trentina e per le missioni secondarie un centinaio, statuiamo che le battaglie si combattano da sole, togliamo cavolate come la battle theme e mettiamo della gente senza personalità. Ecco sì, dovrebbe andar bene. Siamo fighi perché siamo innovativi.
Però uhm, nel 12 abbiamo lasciato troppa libertà di movimento, troppa varietà di ambientazioni, troppi mostri nel bestiario, troppi segretucci da scoprire. Dai, nel 13 bisognerà correggere questi difetti. E, e, facciamo un Cloud con la patatina ed i capelli rosa, un Tidus in miniatura però frignone, una Rinoa però più versione “cel’hosoloio”, ed infine, come punta di diamante, una bimbaminkia peggiore di Selphie ed inutile almeno quanto Penelo: così abbiamo preso spunto un’altra volta dai giochi precedenti, deve venire fuori per forza qualcosa di bello, perché noi siamo innovativi, è figo.
Allora, direi che è arrivato il momento di oppormi.
Primo, innovazione non è necessariamente sinonimo di miglioramento, di grandiosità. L’innovazione porta alla novità vera e propria solo quando è tangibile come tale, non quando si segue la moda. Eh sì, perché facciamoci un attimo caso: FF12 ha più caratteri da MMORPG che non da RPG, o comunque ne presenta in quantità nettamente maggiore rispetto a tutti gli altri capitoli per versione casalinga. E guarda caso è uscito in un periodo di boom per i MMORPG: FF11, World of Warcraft, Ragnarok e compagnia bella. Poi, nell’era dei giochi di guerra, di azione, ecco sfornato un FF tutto basato sulla fretta: battaglie con voti di velocità, con la barra di crisi da riempire alla svelta perché si deve saturare per forza per sconfiggere i nemici in tempi decenti, mappe con direzioni a senso unico, dialoghi che terminano sempre con “scappiamo” o “sbrighiamoci”, e per finire un gameplay sì con la solita barra di caricamento ma impostato in maniera diversa, quasi come a fondere una modalità a turni con una d’azione vera e propria.
Voglio dire, impostare il tuo prodotto a seconda di quello che vende di più al momento può avere senso, ma non se sbandieri innovazione ad ogni intervista. Che poi, per l’amor del cielo, l’innovazione c’è stata e più di un aspetto si è rivelato positivo negli ultimi capitoli. Ma dico, adesso c’è bisogno di creare una compilation che ruota su FF13 per ottenere qualcosa di completo? Davvero, non capisco. Sbaglierò, ma io penso una cosa: se vuoi apportare innovazioni ad un prodotto di una saga, in teoria dovresti attenerti a degli standard; se invece vuoi creare davvero un qualcosa di innovativo, di assolutamente diverso, perché non creare il gioco ex novo? Chiamalo con un altro nome, inizia una nuova saga, fai quello che vuoi, ma perché sfruttare un marchio per giocherellare (male) un po’ con le novità? Forse hai paura che altrimenti non venderesti?
Faccio due esempi: il primo, Pokémon. Ora, senza entrare nel merito della “bellezza” dei piccoli mostri rispetto a quelli del passato, che meriterebbe un discorsone a parte soprattutto per smentire l’insopportabile “la prima serie è la migliore e le altre fanno schifo”, cerchiamo di analizzare i giochi della versione ufficiale. Il gameplay è sempre quello, ma perché non annoia? Si punta sulla trama, sullo spirito collezionista dei fan, sulle musiche, ed ultimamente su varie modalità di sfida fra i giocatori, nonché di attività post-lega. E attenzione, pur producendo un gioco servendosi rigorosamente dei canoni che hanno reso sempre la saga quello che è, eccome se adduce innovazione. Novità che possono essere nuove mosse o abilità, nuove animazioni, nuove combinazioni di tipi e attacchi, sprites animati, eccetera. Poi hanno avuto voglia di creare un gioco dove i Pokémon possono essere catturati in un altro modo e comunque solo in modo provvisorio, ed interagire con loro senza necessariamente combattere? Ecco che hanno creato una nuova saga. Ha senso, eccome se ha senso. Ma mi si potrebbe dire “sì ok, cosa c’entra Pokémon con FF?”. Vero. Allora giungo al secondo esempio.
Dragon Quest. Ahia, tasto dolente. Credo che se si dovesse riassumere il concetto di questa saga in una ricetta, questa sarebbe “come fare in modo che la classicità non diventi monotona o ripetitiva”. Ed è vero, ha iniziato con un certo stile e non vuole saperne di abbandonarlo. Lo migliora, lo diversifica un pelo, ma cavolo è sempre quello. E cavolo, non riesce ad annoiare. Quando con il vendutissimo DQ8 si pensava di aver raggiunto l’eccelso, trattandosi di una perla immancabile nella collezione di qualsiasi giocatore amatore di prodotti di successo, ecco che il capitolo successivo, nonostante pubblicato per una console portatile (e quindi spesso e volentieri sottovalutato, perché c’è in qualche modo l’assurda concezione che i prodotti per console casalinghe siano più meritevoli di quelli per le portatili, semplicemente assurdo), sfodera una fierezza abbacinante, riuscendo probabilmente a scavalcare il predecessore. Gameplay uguale, impostazione grafica uguale (intendo voler restare sui disegni più “cartoon” che non “realistici”), possibilità di esplorazione uguale.. sì, cambiano le musiche, qualche abilità, qualche mostro, cosucce qua e là, ma cavolo.. perché fare questo errore madornale, proporre sempre dei canoni di base su cui lavorare e impostare dei piccoli e riusciti miglioramenti per rendere sempre più fruibile il gioco? Perché non fare i fighi e stravolgere ogni tanto le cose? Ma soprattutto: perché trattare in maniera così diversa due saghe, quando sempre si tratta di Square-Enix?
No, davvero, spiegatemi perché non hanno ancora fatto un DQ in modalità sparatutto o con personaggi in computer grafica più verosimili ad esseri umani, a puntare sulla grafica e sugli effetti sbirluccicosi di esplosioni e fasci di luce spammati per nessuna ragione tangibile? Per FF ha funzionato no? E vogliono continuare a fare queste “innovazioni”, no? È più importante questo rispetto all’ascoltare i fan, no?
No ma seriamente, qualcuno mi vuole spiegare perché il valore attuale di un gioco si misura nella grafica? Si punta solo su quella, dev’essere realistico, spettacolare, creare filmati dove succedono così tante cose da angolazioni così assurde che, non capendo un accidente di quello che sta succedendo, automaticamente scatti la convinzione che stia succedendo qualcosa di cool. E poi la storia, le ore di gioco, il piacere della scoperta, chi se ne importa? Cavolo ma ci siamo dimenticati che dev’essere un GIOCO? Non un film, un gioco. Io devo giocare, devo fare qualcosa, devo avere uno scopo, devo sentire di realizzare qualcosa. Insomma, il protagonista devo essere io, non loro.
Vorrei proporre una riflessione: non avete l’impressione che più un gioco ha una grafica realistica e più perde il suo fascino di gioco? Nel senso, una volta c’erano solo dei quadratoni di pixel con cui giocare; però ci si dedicava del tempo, ci si divertiva. Si puntava sull’abilità del giocatore, c’era un distacco netto tra gioco e giocatore. Io ero padrone del gioco, facevo quello che voglio, era anche più facile immedesimarsi, forse paradossalmente.
Intendo, prima controllavi un personaggio composto da tre pixel: uno nero, marrone, giallo o di pochi altri colori per i capelli, uno centrale rosa per il viso ed uno in basso a seconda del colore dei vestiti; poi incontravi altri tre pixel di colore scuro e quando il personaggio diceva “attenzione, un drago!”, tu altro che attenzione, già ti rizzavi sulla sedia pronto a non abbassare la guardia. Ora c’è un personaggio con sembianze simili alle tue, vedi un drago “vero” e non hai neanche bisogno del commento del personaggio, lo vedi e fai “embè?”. Non so, è, come dire: prima la tua attenzione era focalizzata su “è un gioco”, quindi un drago (o meglio, tre pixel) ci sta. Ora sei con qualcosa di realistico e la tua mente è focalizzata su “dev’essere realistico”; vedi un drago e per forza scatta l’embè.
Cioè quando tutto è più “strano” è più facile accettare la stranezza, quando invece tutto si deve concentrare sul realismo è come se iniziassimo a giocare con la vita di un altro, in un certo qual modo. Prima i protagonisti erano sì con delle personalità e degli aspetti ben precisi, ma come dire, sempre con una punta di “neutralità nella personalità e nell’aspetto”, come se avesse ancora uno spazietto vuoto per accogliere la tua personalità, per farti immedesimare. E chissà perché, mi divertivo di più a guardare tre pixel ed immaginare un drago anziché averlo davanti e privarmi della fantasia. Perché credo che sia questo il principio fondamentale su cui debba poggiarsi un gioco: è il giocatore che deve giocare, la sua immaginazione, la sua fantasia. Ognuno può immaginarsi quello che gli piace di più e per forza di cose deve apparire bello ai propri occhi; avere la pappa pronta è un impatto troppo oggettivo, può piacere solo ad un tot di persone, i cui gusti coincidono con quello che vedono. Com’è disegnato, per esempio, un certo mostro o un certo personaggio: quanto spesso abbiamo detto “mmm.. però io l’avrei immaginato cosà”.
Non so, non è la grafica super potente che riempie la capacità del supporto ludico la cosa importante. È lasciar giocare, lasciar immaginare, dando delle sicurezze, senza distruggere certi canoni per non so quale scopo. Ad un certo punto c’è stato bisogno di creare più CD di gioco per contenere i dati presenti complessivamente, e non mi si venga a dire che lo spazio era occupato dalla cura estetica. Nomura, ti faccio una domanda: cosa diavolo occupava posto in quei CD? La capacità di calcolo e di elaborazione necessarie per ottenere un bell’impatto visivo o qualcos’altro? E perché adesso sta moda del FFvattelappesca-2, FFvattelappesca-3, FFvattelappesca-nomefigosassoneolatino che ha sostituito i più CD dello stesso gioco? Per mettere ad ogni DVD/BRD il prezzo intero di un gioco?
Cerchiamo di creare giochi, non film interattivi.
Forse so perché non vuoi fare il remake: hai paura di come impostarlo. Migliorare solo la grafica, aggiungendo i discorsi vocali e mantenere il resto, o fare qualcos’altro? Cos’è un remake? Dai, ti do un paio di consigli.
Primo, la grafica non è così importante. Voglio dire, ok, se vuoi fallo sullo stile di Advent Children ma non riempire spazio solo per questo. Secondo, fai pure una ost rivisitata, con suoni meno “midi”, più orchestrati (magari non metallari come in Crisis Core), però offri la possibilità di giocare con la nuova OST o con quella originale, impostandolo ad inizio gioco. Terzo, eccome, qualcosa aggiungilo. Un nuovo boss facoltativo, una nuova città, delle nuove animazioni, quello che vuoi; ma attento: senza creare contraddizioni e senza togliere altro. Per esempio puoi sbizzarrirti abbastanza per quanto riguarda i minigiochi del Gold Saucer. Quarto, sì, puoi creare delle Materia nuove, ma cerca di puntare più su nuove combinazioni che su vere e proprie magie nuove di zecca. Che so, e se un’arma avesse tre sole slot, ma tutte e tre collegate? Quinto, sparpaglia qualche altro segreto qua e là, per favore; fammi provare ancora l’ebbrezza di scoprire *per caso* qualcosa di nuovo. Sesto, non azzardarti a inserire i vestiti del film; se proprio vuoi farlo mettili come contenuto sbloccabile a fine gioco o qualcosa del genere, non di più. Settimo e ultimo, imposta il gioco con un grado di difficoltà selezionabile, please: una modalità novellino dove, ancora una volta, basta un colpo di KotR per stendere il boss finale, ma magari inserisci una difficoltà da “irriducibile fan”, fammi faticare per finire il gioco, una volta tanto, perché il boss finale non dev’essere mai il più forte disponibile? 
Nomura, hai la possibilità di superare qualcosa che è altamente utopico sormontare, non buttare via risorse per mediocrità.

domenica 23 ottobre 2011

L'ultima "cazzata" di Super Sic

Oggi avrei voluto parlare di un'altra cosa, tuttavia lo shock della perdita di una promessa per il futuro del Motomondiale è più grande. Il capellone Marco Simoncelli si è spento durante la gara di stamattina (pomeriggio, ora locale) in seguito ad un brutto incidente dalle dinamiche assurde.
Proporrei volentieri il link di un video che ripropone gli ultimi istanti della sua gara, ma la Dorna sta facendo in modo di cancellare qualsiasi documentazione visiva dell'accaduto, già sono decine i video su Youtube cancellati per questo. Viene da chiedersi il perché.
L'anno scorso morì Tomizawa, nella classe inferiore, ma nulla di simile accadde alle dozzine e dozzine di video che pochi minuti dopo spopolavano il web. Cosa c'è che non va, questa volta?
Ognuno risponda come meglio ritenga opportuno, intanto cerchiamo di spiegare al meglio possibile la dinamica: lunga piega verso destra, il posteriore scivola e, in teoria, la moto avrebbe dovuto continuare la sua strisciata verso sinistra, all'esterno della curva. Simoncelli fa di tutto per non cadere, spinge col ginocchio e col gomito, ma il piede sinistro ormai è del tutto fuori dalla sua posizione ed il ragazzo, scivolando lungo il proprio fianco destro, è in una posizione troppo scomoda per poter fare qualcosa. Forse gli rimane il piede destro incastrato, ma non riesce ad allontanarsi dalla moto che, incomprensibilmente, non perde aderenza all'anteriore e anzi, per un attimo la riacquista anche al posteriore. Intanto, durante la scivolata, era finito all'esterno della curva e con la nuova e parziale aderenza di entrambe le gomme, la moto lo trascina improvvisamente verso destra, lungo la traiettoria di Edwards e Rossi, che avevano deciso di passare all'interno, vedendo che il n°58 stava scivolando verso sinistra. Poi è inevitabile: il pilota della Yamaha lo travolge alla schiena, essendo il ragazzo rannicchiato, come se ancora fosse in posizione di guida, ma con un fianco lungo l'asfalto, mentre Rossi, che seguiva una traiettoria più interna perché evidentemente stava superando il primo pilota, passa sopra al connazionale coinvolgendo un braccio ed il collo, tanto che il casco viene letteralmente sparato via. A nulla poi, servono i 50 minuti di tentativi di rianimazione nella clinica.
E' riprovevole osservare come si è cercato di dare la colpa a qualcuno o a qualcosa, trovare ad ogni costo un capro espiatorio a cui addossare la tragedia. Insomma, i piloti sono perfettamente consapevoli che ogni volta che salgono sulla sella, potrebbe essere l'ultima; non ci sono colpevoli quando succedono queste cose. Per quattro volte in gara e chissà quante volte durante le prove, Marco era caduto ogni volta in modo diverso dall'altro e sempre restando miracolosamente illeso, mentre altri, alla loro prima caduta, magari rischiano di saltare 2-3 gare perché si fratturano. "Cazzate" ogni volta le definiva, le cadute magari evitabili che faceva, ripromettendo a se stesso ed ai tifosi di stare più attento la volta successiva. L'ultima cazzata l'ha fatta oggi.
Ora, questo silenzio che si vuole a tutti i costi fare, puzza parecchio. Lungi da me accusare qualcuno, come ho detto, in questi casi non c'è colpa, c'è solo un rischio che troppo spesso viene dimenticato e che si concretizza. Le cause dell'incidente sono state innumerevoli: c'è chi dice le gomme, chi dice l'elettronica, chi dice il destino, chi dice la sfortuna. Per favore, lasciamo riposare in pace un'anima e siamo chiari: i medici hanno detto che la causa del decesso è stata la ruota che lo ha travolto alla gola. E quella ruota è della moto di Rossi, come le immagini palesano.
L'intenzionalità è un'altra cosa, l'impossibilità di fare altrimenti è un'altra cosa, nessuno sta mettendo in dubbio che le cose non avrebbero potuto andare diversamente, date le premesse. Quello che vorrei evidenziare e che ovunque si sta cercando di nascondere, è cancellare l'ipocrisia che sta vagando in giro che che mi dà orrore: una serie di fatti hanno messo in condizione il Sic di essere preda di qualcuno o qualcosa, questo qualcosa che ha posto fine alla sua vita dal punto di vista medico, è stata la moto di Rossi. Non ci sono giri di parole che tengano, nessuno dà dell'assassino al ducatista, del pazzo criminale, nessuno tocca la sua carriera o la sua persona. E' semplicemente successo, dal punto di vista giuridico si chiama "omicidio colposo". Vuol dire che qualcuno ha dato il colpo di grazia a qualcun altro senza averne la minima intenzione e quando per lui non ci sarebbe stato nessun modo per evitarlo. Probabilmente questo dettaglio non verrà mai a galla. Dovrebbe? Sì, ma non per metter fine ad una carriera, ad accentuare un senso di colpa, o altro. Solo per sincerità. Una sincerità dell'informazione che in qualche modo manca sempre perché qualcuno o qualcosa vuole così.

P.S.
Ribadisco per trasparenza: tutto quello che ho detto si basa semplicemente sulla mia opinione e sulle immagini trasmesse in TV.

venerdì 14 ottobre 2011

Governo o stadio?

Ancora una volta si richiede la fiducia per continuare a governare e ancora una volta la situazione non cambia. Sarebbero bastati 8 voti in più, quasi un nulla. E la maggioranza sfoga poi la tensione con un applauso. Cosa c'è da applaudire?
Non certo il complimentarsi per festeggiare una maggioranza numerosa e coesa, spero; anche se, ogni tanto, si sente qualcuno dello schieramento che si vanta di questo, soprattutto facendo riferimento alla Sinistra. Peccato che il semplice fatto di essere più numerosi e (un po') più compatti degli avversari, non implica che lo si è in senso assoluto, perché questa maggioranza è tutto meno che forte, e tutte queste messe in ballo della fiducia con vittorie per il rotto della cuffia, ne sono una prova. Allora perché applaudire? Per lo scampato pericolo?
Beh, bella roba allora. E' questo un Governo che dovrebbe essere a capo di una Nazione in piena crisi e dal declino inconfutabile? Un Governo che si passa il fazzoletto sulla fronte per averla scampata per una manciata di voti? Un Governo che non pensa ad altro che a rimanere in piedi, se non legiferare per tutelarsi contro magistrati, intercettazioni, darsi poteri che in passato possedeva solo un monarca assoluto, cercare di troncare le gambe all'informazione "pulita", facendo passare le opinioni per accuse diffamatorie, per proporre solo informazione "sporca", che fa trapelare solo mezze verità, mezze notizie, quando non sono addirittura "non notizie" o "false notizie" (vedi l'ormai celeberrimo "tunnel" della Gelmini, la quale addirittura nel tentativo di tornare sui propri passi senza smentire nulla, peggiora la situazione)? Possono essere questi i nostri dipendenti?
Cosa succede se in un'azienda, una segretaria, invece di fare il proprio lavoro, pensasse solo a telefonare a chi le pare, a sistemare solo gli archivi che la riguardano strettamente, lavorasse solo due giorni a settimana e trovasse sempre una scusa per litigare con qualcuno in ufficio, così da perdere ancora di più del tempo? Non verrebbe licenziata? Analogamente, perché, noi, datori di lavoro di chi scegliamo di rappresentarci, non abbiamo il potere di licenziare in qualsiasi momento chi secondo noi non sta facendo il proprio dovere? Nella democrazia il potere dovrebbe averlo il popolo, non il Governo od il Parlamento, solo perché (in teoria) dovrebbe rappresentarci.
Attenzione, questo potere non ce l'abbiamo con le elezioni, per esempio scegliendo un altro partito. Intanto perché occorre aspettare 5 lunghissimi anni per farlo, e poi perché, traslando sull'esempio di cui sopra, sarebbe come scegliere chi mettere a capo segreteria una segretaria qualsiasi fra tot persone che si comportano tutte allo stesso modo, lavorativamente parlando. Il licenziamento non è questo, è togliere una persona dal suo posto e assumerne un'altra.
Non abbiamo questo potere. Allora cosa si deve fare? Manifestazioni? Rivoluzioni? Votare un altro? Sperare che alla prossima occasione, i voti di sfiducia siano maggiori di una dozzina? E per cosa? Per riproporci lo stesso stock di persone che immeritatamente viene stipendiato e non si schioda più da lì? O ancora peggio, vederci riproposto lo stesso Governo di adesso? Non che ci sia un'opzione nettamente più favorevole per noi, però c'era un tizio che diceva che la massa, per sua natura, è ignorante e prende decisioni stupide.
Non si capisce il perché: se 10 persone, prese singolarmente sono in parte intelligenti ed in parte stupide, perché le stesse 10, se ammassate, sommano fra loro la parte stupida e non l'altra?
Evidentemente se noi ci troviamo in una certa situazione, a questo punto, può solo voler dire che in fondo ci va bene così. Chi per pigrizia, chi perché non ha intenzione di mettersi in gioco, chi si lascia superficialmente abbindolare dalle parole di chi non dovrebbe ascoltare, chi è in malafede e vede in questa situazione come trarne profitti che altrimenti non ricaverebbe. Ormai la politica è uno sport, i ministri sono giocatori, il popolo la tifoseria pagante e l'Italia, solo il campo da gioco che, a fine partita, rimane calpestato, rovinato e, qua e là, con zolle e buchi creati da calci.

sabato 8 ottobre 2011

Ciao Gianni

Oggi il mondo del teatro, del doppiaggio, del cinema italiano, perdono un po' della loro luce. Anzi, una delle più grandi. Gianni Musy, colui che le ultime generazioni possono ricordare come la voce dei grandi Stregoni, Gandalf e Silente, oggi ci ha dato il suo addio.
E' una notizia che ha quasi dell'incredibile, perché nell'immaginario di persone che sono cresciute con certi personaggi, certe voci, quasi ci si autoconvince che certe cose debbano essere immortali, e invece non è così. Un uomo, un attore, uno scultore, un artista, una specie di factotum con una voce magica, che cattura l'orecchio che la ascolta, che lo spinge ad ascoltare qualsiasi parola venga emessa, tanto da restare incantati e interessati anche quando magari ciò che diceva era di poco valore, se mai ci furono volte che le sue parole non avevano un significato.
La maggior parte della gente, come me, lo conosce solo sotto l'ambito professionale, però in fondo, si può dire di conoscerlo abbastanza da affrontare una conversazione con lui come se fosse un vecchio amico; è un po' la stessa cosa con tutti coloro che in qualche modo segnano la nostra infanzia, adolescenza e così via, come un attore, una voce di doppiaggio, un personaggio televisivo particolarmente presente e particolare. E dire che nella sua vita ha fatto di tutto, anche il "mattacchione", come una volta si è definito.
Possedeva un grande dono, la voce. Forse è stato proprio grazie a lei che la sua notorietà si è estesa così tanto, ma ogni volta che apriva bocca sprizzava esperienza e saggezza da tutti i pori, anche quando magari ciò che diceva non era per niente saggio. Poi, che dire, ogni discorso è superfluo, ognuno lo conosce a modo suo, a seconda della generazione a cui appartiene; anche perché una certezza ce l'ho: se sapesse che è ricordato maggiormente per il suo contributo al Signore degli anelli e ad Harry Potter, magari non si rivolterebbe nella tomba, ma di sicuro storcerebbe il naso, lui che, al di là della simpatia che provava per i due personaggi di per sé, non sentiva tutto questo clamore del mondo di Hogwarts e della Terra di Mezzo.
Ora quella voce taccerà per sempre, purtroppo, però la sua magia resterà nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, sia di persona, sia sotto l'aspetto professionale, sia semplicemente l'appassionato di uno degli innumerevoli mondi a cui Gianni ha dato il suo piccolo grande contributo.

"Possiamo solo decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso."
cit. Gandalf

mercoledì 5 ottobre 2011

Scioperi suicidi

No, adesso non se ne può più. E' giusto protestare in modo unito e deciso contro leggi avulse da qualsiasi intenzione del popolo, che dovrebbe essere sovrano in senso assoluto, non sovrano di decidere da quale partito su 3-4 farsi comandare a bacchetta. Però insomma, adesso si esagera. L'ennesima riproposta della ormai così nota "legge bavaglio" metterebbe a repentaglio, così dicono, anche la neutrale per antonomasia Wikipedia, la quale, per protestare, sciopera.
Domanda: quanto può avere senso rendere inaccessibile un servizio a coloro che non hanno alcun potere di impedire ciò contro cui si sta scioperando? Lo sciopero è un diritto, un sacrosanto diritto, ma (per quanto possa concretamente essere quasi inutile) si dovrebbe usarlo in modo sensato. Venti operai della fabbrica Tirannus S.p.A. scioperano legalmente perché i salari sono troppo bassi; la Tirannus subisce un danno di un giorno di inattività. Quasi irrilevante, ma comunque, sciopero sensato.
Altro esempio: Wikipedia rischia di essere chiamata continuamente in causa se ad un pirla qualunque sembra che ciò che vi è riportato è offensivo; Wikipedia per tot ore si rende inattivo. Furbo eh. Oltre ad essere inutile, è decisamente poco sensato. Tu, enciclopedia, letta solo da gente che vuole informarsi, gente comune, studenti, alunni, curiosi di qualsiasi disciplina o argomento, che nulla hanno colpe riguardo alla legge che ti vuole rendere impossibile la vita, fai in modo di causare danno solo a loro. Stiamo scherzando? Ma è un po' come quando a causa dei sindacati scioperano i mezzi pubblici; chi ci rimette è la gente che va a lavorare, mica gente della politica che ha auto private, autisti, adepti di ogni tipo. Ma che senso ha? Lo sciopero deve causare danno a ciò contro cui stai protestando, non ai fruitori del tuo servizio.
Viene il dubbio che lo sciopero sia solo una strumentalizzazione, ormai. Chi per fare pubblicità, chi per mobilitare i fruitori del servizio stesso, quelli "innocenti", in modo che, trovandosi in disagio per il mancato servizio, siano proprio (talvolta, solo) loro a far sentire la voce più grande. Della serie:
A minaccia B
B sciopera
C non può servirsi di B
C si incazza
C protesta animatamente con A
B non fa niente, se non presentare un portavoce come simbolo della propria protesta
A non si sa se ci rimette qualcosa
B ha fatto finta di fare qualcosa di fondamentale per contrastare A
C è stato disagiato, s'è fatto il mazzo e probabilmente ci ha rimesso anche qualcosa.
Questo è sciopero? Chi può dirlo, it's only business.

lunedì 3 ottobre 2011

Non(più)ciclopedia

Inauguro il blog con una notizia fresca fresca, che ormai sta facendo rapidamente il giro della rete: la chiusura, forse temporanea, forse permanente, del famoso sito Nonciclopedia, conosciuto sicuramente dalla maggior parte dei navigatori più o meno assidui del web.
Molto brevemente, senza inerpicarmi su descrizioni dettagliate di quanto successo, gli amministratori hanno deciso di chiudere i battenti in seguito ad una querela di diffamazione vecchia più di un anno, presentata dagli avvocati di Vasco Rossi; in realtà sembra che la richiesta fosse solo di cancellare la pagina dedicata al rockettaro, tuttavia gli amministratori hanno ritenuto necessario prendere la drastica decisione probabilmente per sfinimento nei confronti di questa storia (e probabilmente anche di altre similari, che sicuramente saranno capitate).
Detto questo, e letti anche i resoconti degli avvocati in cui giustificano il proprio agire dicendo che "la libertà di parola e di satira non è la libertà di insulto o di diffamazione", direi che sia doveroso chiarire qualche punto in merito alla vicenda.
Nonciclopedia, come parecchi sanno, è una sorta di Wikipedia versione comico-demenziale-dissacrante, in cui le voci, gestite da anonimi ed irrintracciabili utenti, assumono delle definizioni assolutamente non veritiere e create col solo scopo di riderci su. Come il VIP abbia potuto sentire diffamatorio ciò che vi era scritto, sinceramente è, almeno per me, un mistero.
Stiamo parlando di un sito con frasi deliberatamente deleterie, dove mai si fa ricorso a insulti, impliciti od espliciti, bestemmie o quant'altro, o per lo meno, quando capita, gli amministratori non perdono un attimo a correggere l'esagerazione. Voglio dire, citando uno dei "titoli" presenti sulla pagina incriminata, se tu, Vasco, leggi che sulla "tua" pagina di Nonciclopedia ti chiamano Fiasco, come puoi ritenerlo offensivo? L'errore di sostanza che qui si fa è che Nonciclopedia NON è un sito di informazione. Se la stessa cosa fosse stata scritta sull'originale Wikipedia, allora sì. Non confondiamo "diffamazione" con "dissacrazione", soprattutto nel contesto meno adeguato, un sito di "cazzate". Perché voler trovare un senso ad un sito, anche se quel sito un senso non ce l'ha?
Tanto per fare un paragone cretino, della celeberrima serie animata Dragon Ball, c'era una voce per ogni singolo personaggio dell'anime, ognuna più ridicola e delirante dell'altra; tuttavia non credo che Akira, se leggesse le voci, esporrebbe querela per diffamazione di una sua creazione. Ma lo stesso vale per i personaggi in carne e ossa, eh.
Ora, non so di preciso cosa ci fosse scritto nella pagina incriminata, ma poniamo il caso che fosse presente una frase di questo tipo: Fiasco, prima di ogni concerto, si fa del crack e si fuma la sua scorta quotidiana di foglie di Marijuana che gli fornisce la nonna ultramillenaria, segretamente ancora viva.
Insomma, se qualcuno ritiene che questa frase, se fosse detta nei propri confronti in un sito con le caratteristiche di cui sopra, sia offensiva o diffamatoria, allora c'è qualcosa che non va. Da nessuna parte c'è scritto che sia vero e anzi, la descrizione del sito mette proprio in evidenza che NULLA di ciò che c'è scritto ha una valenza attendibile, essendo gli articoli una serie di scemenze. E la gente che frequentava Nonciclopedia lo sapeva. Che poi, da una parte o dall'altra, la gente che spiffera insulti gratuiti a destra e a manca ci sia, nessuno lo mette in dubbio ed è un comportamento sempre e comunque da condannare, ma si tratta di un altro discorso. La gente NON va su Nonciclopedia per informarsi e tanto meno prende per buono ciò che c'è scritto, ma questo insignificante dettaglio forse è sfuggito a Rossi ed i suoi avvocati (probabilmente anche al giudice). Vogliamo definirlo? Un sito di "presa per il culo" per qualunque cosa e qualunque persona, reso pubblico solo per far partecipare più gente, senza limitarsi a scrivere cagate e farle leggere solo all'amico. Ecco, un sito di cagate, scritte come tali e lette come tali, nulla di più. Se non piace basta girarne al largo, il sito non nasce per nuocere a qualcuno.
Prendersela se si viene toccati da questo allora non è diritto di difendersi da diffamazioni o insulti, che ancora dev'essere chiarito quali fossero, è poco gradimento dell'essere oggetto di scherno da parte di qualcuno. Beninteso, non tutti sanno stare allo scherzo, ma si parla di scherzi gratuiti e non giustificati; un sito esplicitamente nato per far divertire e soprattutto dove non c'è una categoria di cose o persone che viene bersagliata più di un'altra o in modo più esagerato, non è un fatto gratuito o non giustificato. Se proprio il cantante doveva censurare la libertà di cazzeggiare, proprio lui che è uno dei trasgressivi per definizione, allora sarebbe bastato delineare cosa si poteva dire e cosa no, cosa cancellare e cosa tenere, rimuovere le parti "diffamatorie" e le "offese gratuite" che i suoi avvocati vanno sbandierando da più di un anno, come giustamente gli amministratori avevano onestamente proposto. Vista la mancata risposta, probabilmente, si vede che le frasi incriminate, se lette a sé, estrapolate dal contesto, facevano innocentemente ridere anche loro. Sempre ammesso che ci fossero.