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domenica 23 ottobre 2011

L'ultima "cazzata" di Super Sic

Oggi avrei voluto parlare di un'altra cosa, tuttavia lo shock della perdita di una promessa per il futuro del Motomondiale è più grande. Il capellone Marco Simoncelli si è spento durante la gara di stamattina (pomeriggio, ora locale) in seguito ad un brutto incidente dalle dinamiche assurde.
Proporrei volentieri il link di un video che ripropone gli ultimi istanti della sua gara, ma la Dorna sta facendo in modo di cancellare qualsiasi documentazione visiva dell'accaduto, già sono decine i video su Youtube cancellati per questo. Viene da chiedersi il perché.
L'anno scorso morì Tomizawa, nella classe inferiore, ma nulla di simile accadde alle dozzine e dozzine di video che pochi minuti dopo spopolavano il web. Cosa c'è che non va, questa volta?
Ognuno risponda come meglio ritenga opportuno, intanto cerchiamo di spiegare al meglio possibile la dinamica: lunga piega verso destra, il posteriore scivola e, in teoria, la moto avrebbe dovuto continuare la sua strisciata verso sinistra, all'esterno della curva. Simoncelli fa di tutto per non cadere, spinge col ginocchio e col gomito, ma il piede sinistro ormai è del tutto fuori dalla sua posizione ed il ragazzo, scivolando lungo il proprio fianco destro, è in una posizione troppo scomoda per poter fare qualcosa. Forse gli rimane il piede destro incastrato, ma non riesce ad allontanarsi dalla moto che, incomprensibilmente, non perde aderenza all'anteriore e anzi, per un attimo la riacquista anche al posteriore. Intanto, durante la scivolata, era finito all'esterno della curva e con la nuova e parziale aderenza di entrambe le gomme, la moto lo trascina improvvisamente verso destra, lungo la traiettoria di Edwards e Rossi, che avevano deciso di passare all'interno, vedendo che il n°58 stava scivolando verso sinistra. Poi è inevitabile: il pilota della Yamaha lo travolge alla schiena, essendo il ragazzo rannicchiato, come se ancora fosse in posizione di guida, ma con un fianco lungo l'asfalto, mentre Rossi, che seguiva una traiettoria più interna perché evidentemente stava superando il primo pilota, passa sopra al connazionale coinvolgendo un braccio ed il collo, tanto che il casco viene letteralmente sparato via. A nulla poi, servono i 50 minuti di tentativi di rianimazione nella clinica.
E' riprovevole osservare come si è cercato di dare la colpa a qualcuno o a qualcosa, trovare ad ogni costo un capro espiatorio a cui addossare la tragedia. Insomma, i piloti sono perfettamente consapevoli che ogni volta che salgono sulla sella, potrebbe essere l'ultima; non ci sono colpevoli quando succedono queste cose. Per quattro volte in gara e chissà quante volte durante le prove, Marco era caduto ogni volta in modo diverso dall'altro e sempre restando miracolosamente illeso, mentre altri, alla loro prima caduta, magari rischiano di saltare 2-3 gare perché si fratturano. "Cazzate" ogni volta le definiva, le cadute magari evitabili che faceva, ripromettendo a se stesso ed ai tifosi di stare più attento la volta successiva. L'ultima cazzata l'ha fatta oggi.
Ora, questo silenzio che si vuole a tutti i costi fare, puzza parecchio. Lungi da me accusare qualcuno, come ho detto, in questi casi non c'è colpa, c'è solo un rischio che troppo spesso viene dimenticato e che si concretizza. Le cause dell'incidente sono state innumerevoli: c'è chi dice le gomme, chi dice l'elettronica, chi dice il destino, chi dice la sfortuna. Per favore, lasciamo riposare in pace un'anima e siamo chiari: i medici hanno detto che la causa del decesso è stata la ruota che lo ha travolto alla gola. E quella ruota è della moto di Rossi, come le immagini palesano.
L'intenzionalità è un'altra cosa, l'impossibilità di fare altrimenti è un'altra cosa, nessuno sta mettendo in dubbio che le cose non avrebbero potuto andare diversamente, date le premesse. Quello che vorrei evidenziare e che ovunque si sta cercando di nascondere, è cancellare l'ipocrisia che sta vagando in giro che che mi dà orrore: una serie di fatti hanno messo in condizione il Sic di essere preda di qualcuno o qualcosa, questo qualcosa che ha posto fine alla sua vita dal punto di vista medico, è stata la moto di Rossi. Non ci sono giri di parole che tengano, nessuno dà dell'assassino al ducatista, del pazzo criminale, nessuno tocca la sua carriera o la sua persona. E' semplicemente successo, dal punto di vista giuridico si chiama "omicidio colposo". Vuol dire che qualcuno ha dato il colpo di grazia a qualcun altro senza averne la minima intenzione e quando per lui non ci sarebbe stato nessun modo per evitarlo. Probabilmente questo dettaglio non verrà mai a galla. Dovrebbe? Sì, ma non per metter fine ad una carriera, ad accentuare un senso di colpa, o altro. Solo per sincerità. Una sincerità dell'informazione che in qualche modo manca sempre perché qualcuno o qualcosa vuole così.

P.S.
Ribadisco per trasparenza: tutto quello che ho detto si basa semplicemente sulla mia opinione e sulle immagini trasmesse in TV.

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